Grazie.
Inizierò così questo intervento.
Si, perchè ve lo meritate davvero tutto.
GRAZIE RAGAZZI.
Grazie perchè ho capito che siete degli amici, quelli veri intendo.
Perchè solo dei veri amici avrebbero accettato di vivere quella titanica impresa di ieri, trascinati da una testa dura come me senza un ben precisato motivo.
Ieri il cuore in fiamme.
Rivedere quei posti è stato stupendo, in primis perchè quei posti in sè sono stupendi.
A volte penso che lì ci sia la culla della mia anima...ogni volta che vado lì, quando poi torno a casa ed esco fuori al balcone mi sento come uno che è stato cacciato dal paradiso per essere esiliato all'inferno.
Davvero dico, era la stessa sensazione che provai quest'estate quando me ne tornai.
Mi viene spesso da pensare che io mi sia innamorato prima dell'isola e poi di una certa persona che ci vive...del resto, come già ho detto, quel posto trattiene in sè tutti i più bei ricordi delle estati da adolescente...e mi rimanda a quella che era una bella amicizia, adesso purtroppo dimenticata, "archiviata" non so bene perchè...chissà...
Ma ce n'è sempre un'altra di amicizia, stupenda direi, che continua a tenersi in piedi.
Ed Ale sa che parlo di lei.O meglio, "se potesse leggere saprebbe che parlo di lei".
...ma non potrà leggere mai...fa niente, sa comunque bene quello che penso...
E Tu.
Tu perchè non ti rendi conto?.
Ogni angolo di quel posto parlava di noi, ieri.
Avresti dovuto vedere, sentire.
Ogni singolo angolo.
Il bar era desolato, tutto chiuso e vuoto.
Chiuso e vuoto come può essere uno chalet sulla spiaggia d'inverno.
Il 27 Dicembre.
Si, desolato come solo uno chalet sulla spiaggia di 27 Dicembre può essere.
E quella specie di muretto con la finestrella...dove ci appoggiammo quella sera di tempesta, tempesta di Luglio...ci mettemmo lì perchè eri ovviamente imbarazzata dalla presenza di mezza famiglia di sopra.
Ieri raccontava ancora di noi quel muretto, sai?.
Parlava ancora di te, di quando eravamo poggiati lì e mi sorridevi: non volevi farti fissare perchè imbarazzata dai miei occhi, così dicesti, così capii.
E in fondo non avevi torto...chi non sarebbe rimasto imbarazzato da occhi che ti desiderano così tanto da toccarti quasi quando ti fissano.
Occhi che palpano, va, diciamo così.
E così come ti chiedevo stupito "ma perchè sei imbarazzata?" sapevo bene di non riuscire a nasconderlo, me lo si leggeva chiaro nelle pupille.
Il mare di Cava ieri mi ha parlato di noi.
Ancora.
Mi ha ricordato, sussurrando con la sua risacca, della nostra prima parlata in quell'angolo di paradiso.
Con il suo lento ed instancabile suono mi ha ricordato la più bella notte della mia vita.
E i troppi momenti passati poi da solo a pensarti, a penarmi nel più strano Luglio che io possa ricordare.
Il tuo mare mi ha parlato di te.
Il mare della tua isola, sempre lo stesso mare...quello che hai conosciuto e visto da quando eri piccolina...e che ti appartiene, per il semplice fatto che ti circonda da sempre, da quando esisti.
Ieri è stato ridicolo a tratti...mi sembrava ancora di rivedermi seduto lì, a bere la mia coca cola (fatta, all'occorrenza, durare ore), mentre sparavo raffiche di sguardi su di ogni tuo singolo movimento...te dietro il bancone a fare chissà quanti caffè a volta, sorridere al bambino di turno che chiedeva il gelato ad un non ben precisato gusto, fare la faccia strana a chissà quale smargiassone che si avvicinava lì per fare il carino senza la benchè minima speranza.
A me quella faccia non la facesti, fu lì che forse capii di avere conquistato l'universo.
Il tuo universo.
Un attimo che mi fece la differenza.
Sai, farei leggere questa pagina all'isola intera.
Se avessi potuto ieri avrei scritto tutto questo sul muro.
Si, per farlo leggere a tutti.
Ma...mi sarebbe servita tutta Cava, ed io non l'avevo un muro così grande.
Vorrei che tutti sapessero, tutti.
Ed anche te, sai?.
Anche te vorrei che sapessi.
Soprattutto tu.
Che pagherei per poterti fare sapere tutto questo, per portarti casualmente a leggere.
Forse anche tu sentirai che la spiaggia parla di noi quando ci tornerai, chissà.
O forse no, probabilmente.
Ah, dimenticavo...il bracciale l'ho lasciato lì...dopo essermelo fatto restituire, dopo averlo tenuto 4 mesi ancora al polso era giusto che, dopotutto, restasse dove forse doveva restare già la prima sera...sotto la sabbia di Cava Dell'Isola, sotto la sabbia di una spiaggia che parla di noi...come faceva quel bracciale, del resto.
Forse F.P.F.M ha ragione...
L'amore è la cosa più bella che esista e senza non possiamo vivere...
Io so bene che per ciò che hai fatto dopo non meriteresti neanche una di queste parole...so bene che farei meglio a cancellare, a dimenticarti, perchè con chiunque parli mi dice che non devo pensarti, che devo voltare pagina...me lo dico sempre anche io, del resto...ma ti giuro, io ci sto provando con tutto me stesso a dimenticarti, a scrivere nuove righe nel libro della mia vita, a scrivere qualcosa che non parli di te...sono mesi che ci provo, ed ottengo discreti risultati nonostante tutto...
Oramai riesco ad andare avanti, a studiare senza problemi, ad uscire, a sorridere, a stare con gli amici serenamente.
Ma qualsiasi cosa io vada a scrivere su quel libro di cui parlo su...qualsiasi cosa è scritta con una penna che porta il tuo nome sopra, quello è il problema.
So bene che non dovrei...
Ma vedi?.
Vedi quanto è bello potere ricordare quelle cose?...averle vissute è valsa la pena di ciò di brutto che c'è stato dopo, ne sono sicuro oramai...
Perchè quei momenti sono stati unici e so che non li dimenticherò mai.
Non si dimentica mai niente di ciò che è stato scritto sul cuore.
Questo oramai lo so.
Non conta chi mi critica, chi mi prende per stupido dicendo che avrei già dovuto dimenticare una "storiella" da poco.
Quelli non sanno niente.
E sono gli stessi che non sanno stare un minuto senza una donna poi...
Si, prima non riuscivo a capire.
Adesso invece benissimo.
E' vero, abbiamo condiviso pochissimo in fondo.
Ma abbastanza per fare una cosa.
Per innamorarmi.
Di Te.
Wolt
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