Sunday, February 25, 2007

Vendetta

Si.
Finalmente.
Cominci a pagare.
Comincia la resa dei conti, fatta di tanta indifferenza.
Te la rendo indietro, così che tu possa capire cosa vuol dire.

Così che tu possa minimamente intuire cosa ha significato per me l'indifferenza.
La tua.

Ed ora la assaporerai tu.

Eccoti, col secondo squillo.
Il primo ieri, il secondo oggi.
Nessuno dei due avrà risposta, questo è sicuro.
Chissà, forse funzionerà anche con te l'antica trappola che a suo tempo tu hai riservato a me.

Attenta.
Vendetta.


Pask, come ti chiamiamo noi tutti amici.
Fratello.
Figli di una stessa madre disgraziata, che porta il nome dei mesi di sofferenza a denti stretti trascorsi uno accanto all'altro.

La vita ci sta piano piano rendendo tutto indietro.
E questa nottata trascorsa insieme fino all'alba portava in grembo il sapore dell'umido inverno, così come di quella candida primavera che da tanto aspettiamo.
E che sta per rifiorire.
Con i suoi colori, i suoi profumi, le sue fresche giornate col sole alto come in chissà quale domenica di Maggio, il suo cielo azzurro e terso che riporta ai sensi il sapore di libertà e di maniche corte, di salsedine, di sorrisi e volti di Giugno.

Questi siamo noi.
Niente più, niente meno.

Senza limiti.
E pazzi.
Forse tremendamente
...


...Amici.

Tuesday, February 20, 2007

The Last Remaining Light...

Ancora.
Insistentemente, ancora.
Maledettamente ancora...

Senza fine.
L'ho rifatto di nuovo.
Le 3.40 di notte ed io, invece di essere sotto alle coperte a dormire da ore ed ore, sono qui a scrivere sul blog.
Sarà la mia distruzione la mancanza di sonno.

A volte penso che uscirò pazzo, che la mia testa sta girando completamente fuori asse.
Sono in momenti come quello appena attraversato che mi viene da pensare questo.

Gli Audioslave nelle orecchie.
Chris Cornell che mi urla con tutta la sua rabbia e le sue corde vocali rauche l'energia dell'ultima luce rimanente.

Questo è il nome del pezzo.
The Last Remaining Light.
Dice tutto, no?.
Lo ricordo bene quel pezzo.
Lo ascoltavo stringendo pugni e denti quando Noemi mi metteva a dura prova, sfruttando appieno tutto l'enorme carico di gelosia che provavo per lei.
Ricordo vivide quelle sensazioni.
Si, come se fosse ieri le ricordo.
I suoi assurdi racconti di un passato che non avrebbe mai potuto appartenermi.
La mia follia, la voglia di distruggere tutto, me e lei compresi.
La voglia di devastare il presente, il passato, il futuro.
La voglia di vederla sanguinare, come sanguinava il mio cuore.
Lamette che mi entravano dalle orecchie segandomi il cervello prima, il cuore poi.

Poi alla fine cosa ho fatto?.
Le ho dato in pasto una porzione di lamette.
La mia Vendetta, quella che attendevo nell'inconscio da tanto.

Ho provato qualcosa di simile poco fa, sapete?.
Ho letto quello che non avrei dovuto leggere.

Provo Odio.
Si, Odio.
Odio nei confronti di coloro che ci hanno massacrato.
Odio nei confronti di coloro le quali ci hanno dato in pasto una porzione di schegge di vetro.
Facendocele masticare prima per bene, per distruggere il cavo orale.
Eppoi giù, ingoiando.
Laringe e faringe maciullate.
Lo stomaco in frantumi.
Emorragie interne, che ti straziano dal centro del tuo corpo.
Un dolore atroce che ti fa implodere dal tormento, come solo un pugno di schegge trangugiate per un non ben precisato motivo potrebbe fare.

Immaginatevi.
Prendete un vetro.
Rompetelo.
Sminuzzatelo.
Raccogliete per bene il tutto, in particolare i pezzi più piccoli e taglienti, quelli sono i migliori per lo scopo.
Chiudete nella vostra mano destra.
Buttate in bocca e masticate con cura, fino ad ingoiare e sentire tutto il carico nelle viscere.

Ditemi poi se digerite, eh.

Provo Odio.
Quell'Odio che mi porterà alla Vendetta.

Ci hanno dato in pasto il vetro sminuzzato, e ridevano mentre noi ci straziavamo a terra con mezzo corpo in frantumi, dilaniato dalle più irreversibili devastazioni interne.
Si, ridevano, si prendevano gioco di noi.

Mi ha fatto male leggere certe cose.
Pagheranno.
Pagherà.
Questo è sicuro, e non mi sentirò realizzato fin quando non avrò la certezza che avranno trangugiato una ciotola di punesse.

Vorrei vedere il loro sangue a terra.
Misto al nostro.

Vorrei vedere le loro bocche in emorragia totale.
E gustare indifferente la vista del loro dolore.

Ci avete distrutto.
Ma la vita sa essere tremendamente giusta.
E trangugerete.
E vedrò il vostro rosso fluido misto al nostro, unico pedaggio per la resa dei conti.


Vi Odio.

Monday, February 19, 2007

Istanti

Ed eccomi di nuovo a scrivere.
Dopo non molto tempo...alla fine che sarà, una settimana?.

Cambiamenti, tanti.
E sento l'odore di altri cambiamenti ancora che stanno per arrivare, trascinati dal prossimo Marzo.
Cambiamenti ancora più grandi.

Intanto ho preso una decisione, disinstallare MSN.
Si, non ne potevo più, mi aveva rotto i coglioni.
Ridurre i rapporti umani a chattate...niente più telefonate, niente più parole...solo una tastiera, doppi click, emoticon e fantasmi dietro ai monitor.
Facile, no?.

Ma io, come al solito quando una cosa mi stanca e mi fa arrabbiare, me ne tiro fuori.
Troppa gente utilizza(va) MSN in un modo che mi procurava rabbia...ed io, trascinato dalla dipendenza che avevo, cercavo di cogliere tutto dal niente...
Cogliere stati d'animo dai nick, dai blog, dalle frasi smangiucchiate e dalle emoticon.
Ridicolo, assurdo.

Ora se mi volete mi telefonate, il mio numero di casa lo conoscete tutti.
Ed io cercherò voi.
Tranne qualche eccezione sarò anche io a cercare voi, non temete.

Intanto ci sono cose che un pò mi fanno paura.
La mia apatia nei confronti delle donne, ad esempio.
Sventurata eredità lasciatami da Veronica, con tutto il simpatico carico di dolore e pensieri che mi ha scaricato nell'anima.

Guardo e resto schifato.
Da qualunque ragazza, da qualunque donna.
Mi sento forte da solo e debole in due.
Guardo chi è fidanzato e anche chi non lo è andando casomai avanti in modo meno serio...ma l'effetto è sempre quello, sensazione di debolezza.
Guardo e dico "che illuso...".
Alla meglio dico "ma come fa?".
Chissà come si fa.
Io vedo banalità, superficialità, strafottenza e indifferenza.
Tutte uguali.

E se mi penso accanto ad un essere femminile sarei capace di morire soffocato al momento.
Anche se solo penso all'infinitesimo impegno che si può prendere andando a letto con una sguattera qualunque.
Anche quella piuma mi peserebbe, mi sentirei senz'aria a sapere di avere qualcuno accanto nella posizione di potere "rivendicare" qualcosa nei miei confronti.
Non voglio illudere nessuno, non voglio andare in giro seminando disastri e pensieri nella mente delle altre persone.

E sapete cos'altro ho capito?.
Ho capito che a questo mondo nessuna donna è VERAMENTE unica.
Sapete quando una donna è per noi unica?.
Quando, nel suo essere uguale a tutte le altre, noi la vediamo diversa perchè accecati dagli occhi dell'amore e del bene.
Ecco quando.
Ah, poteste voi sapere a chi sto pensando in questo momento...sarebbe un esempio eccezionale, ma non posso riportarlo qui sul blog...quello resta nella mia testa e a pochi (fidati) amici a cui ho confidato questi pensieri.
Ma...grazie a lei l'ho capito.
Lei era per me unica, eccezionale, introvabile.
Poi sono riuscito a guardarla bene da fuori, grazie forse ad un mio diverso approccio nei suoi confronti, e mi sono reso conto che è IDENTICA a tutte le altre che girano su questo mondo...anche lei altezzosa e ben memore di quel gran bel potere che si ritrova tra le gambe.
Ora non più.
Bloccata, isolata, buttata nel cestino della MIA indifferenza.
Grazie anche alla mitica rimozione di MSN.
Concludo dicendo che, se anche vi fosse balenato nella mente, non sto assolutamente parlando di Veronica, tranquilli.

Straight on my way.
Così vivo.
Il resto è polvere nell'angolo.

Tuesday, February 13, 2007

W le superfici aerodinamiche...

W I FLAP A 4 E CHI LI HA INVENTATI!

( O )( O )

OLE' OLE'...!

(...non fate arrivare questo post a chi so io sennò so cazzi...!)

Saturday, February 10, 2007

Wherever you will go...

Ovunque tu andrai.

"Chi sarà a prendere il mio posto?.
Quando me ne sarò andato avrai bisogno di amore, per dare luce alle ombre sul tuo viso..."

Come è strano questo periodo.
Immerso in tante cose.
Un pò triste, un pò felice, un pò passionale, un pò apatico.
Un maledetto chiaroscuro.

Stasera non ci vorrebbe molto.
Basterebbe avere risposte a qualche domanda in più.
Giusto qualche risposta in più, mi cambierebbe molto.

Solo.
Vago solo in mezzo a questo sfacelo.
Senza amore, senza bisogno d'amore e senza il desiderio d'amore.
Senza affetto nè sostegno.
Solo contro tutti questi fantasmi.
Solo contro tutti questi brutti mostri, solo sulle mie gambe mi reggo.

Qualche lacrima che mi scende lungo il viso.
A volte neanche quello, a volte solo il desiderio di vedere qualche lacrima scendere, una prova tangibile del dolore che porto dentro da troppo oramai.

Mi guardo.
Le asciugo da solo.
Forse da troppo le asciugo da solo.

Una Donna.
Pensavo ad una Donna.
La Donna dei nostri sogni, suvvia, ognuno di noi ne ha una.
Un bel corpo.
Belle movenze, belle forme.
Un bel paio di mani che ci sanno stringere.
Forte.
Mani belle affusolate, anzi no, immaginatele come volete voi.
Curate, trascurate, con le unghie belle lunghe, anzi no, con le unghia corte, con le dita affusolate come le immaginavo io, anzi no, con le dita cicciottelle.
Mani che ci sappiano stringere.
Soprattutto nei momenti di sconforto, quando oltre allo scontato inverno che si vede fuori dalla finestra, c'è un inverno anche nel cuore, con la sua pioggia, il suo vento ed il suo freddo.
E con la sua neve, quella che vi ghiaccia.
Una Donna, si.
Con una bocca che bacia bene e che sappia sussurrarci la sicurezza quando ne abbiamo bisogno, una Donna che sappia portare in alto i nostri sogni in modo incondizionato, che sia sincera e misteriosa allo stesso tempo.
Una Donna che sappia fare l'amore sognando contemporaneamente.
E che sappia farvi fare l'amore facendovi sognare.

Una Donna con un bel seno.
Quei seni chiari, così chiari che quando vi si presentano avanti nella loro dolce abbondanza quasi pensate che mai nessuno prima ci abbia potuto allungare mani ed occhi sopra.
Sul quale poggiare la propria testa quando è stanca, come si faceva con propria madre nei primi mesi di vita.
Poggiare la testa stanca sul suo seno per poi accarezzarla, riguardarla e non credere ai propri occhi.


Una Donna con delle belle gambe.
Così belle da essere in ogni vostra fantasia.
E da essere le uniche che potreste desiderare.

Una Donna così seria da avere occhi ed interessi solo per noi.
Una Donna così innamorata da essere tremendamente bella ed affascinante, ma solo per noi.



Una Donna che ci accarezzi prima di andare a dormire, facendoci capire che questa vita non è solo diffidenza e battaglie.


Una Donna.
Tutto e Niente.

"Se potessi, e se volessi, andrei ovunque tu andrai...
E se potessi portare indietro il tempo...sarei andato ovunque tu saresti andata...
Se avessi potuto farti mia...
Sarei andato ovunque tu saresti andata..."

Stasera sarebbe bastato poco.

No.

Una Donna.







Thursday, February 8, 2007