Finalmente.
Cominci a pagare.
Comincia la resa dei conti, fatta di tanta indifferenza.
Te la rendo indietro, così che tu possa capire cosa vuol dire.
Così che tu possa minimamente intuire cosa ha significato per me l'indifferenza.
La tua.
Ed ora la assaporerai tu.
Eccoti, col secondo squillo.
Il primo ieri, il secondo oggi.
Nessuno dei due avrà risposta, questo è sicuro.
Chissà, forse funzionerà anche con te l'antica trappola che a suo tempo tu hai riservato a me.
Attenta.
Vendetta.
Pask, come ti chiamiamo noi tutti amici.
Fratello.
Figli di una stessa madre disgraziata, che porta il nome dei mesi di sofferenza a denti stretti trascorsi uno accanto all'altro.
La vita ci sta piano piano rendendo tutto indietro.
E questa nottata trascorsa insieme fino all'alba portava in grembo il sapore dell'umido inverno, così come di quella candida primavera che da tanto aspettiamo.
E che sta per rifiorire.
Con i suoi colori, i suoi profumi, le sue fresche giornate col sole alto come in chissà quale domenica di Maggio, il suo cielo azzurro e terso che riporta ai sensi il sapore di libertà e di maniche corte, di salsedine, di sorrisi e volti di Giugno.
Questi siamo noi.
Niente più, niente meno.
Senza limiti.
E pazzi.
Forse tremendamente...
...Amici.
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