E' quando tutto sembra finito, nella vita, che accade qualcosa tale da fare ricominciare tutto.
Così è andata a me.
La sera del 16 Gennaio ero al telefono con Jammin, era tardi, sarà stata l'una e mezza.
Gli raccontavo per l'ennesima volta dei miei pensieri, delle mie delusioni...e, sempre per l'ennesima volta, di come in fondo fossi sicuro che la vicenda di Veronica (per quanto oramai sigillata nella mia testa) non fosse finita lì...che un giorno avrei sicuramente ricevuto quella telefonata che mi aspettavo da 6 mesi.
L'unico problema era per me non sapere QUANDO.
Ma gli dissi, rassicurandolo, che io nella mia vita sono sempre stato caratterizzato da una cosa particolare, dal riuscire a tornare sempre indietro a riprendermi ciò che mi spetta.
Spiegazioni, chiarimenti...anche solo sapere il perchè di tanta sofferenza che mi è stata arrecata, in questo caso.
Non era chiedere troppo, no?.
Ed è proprio così la vita.
Nella sua irrazionale logicità è così che va.
Riassumere 6 mesi della propria vita in mezz'ora.
6 mesi fatti di pensieri, di dubbi, di pianti, di speranze, di piccole ma importanti rivincite.
Tutto vissuto nell'alone di un fantasma inesistente, capite?.
Poi il fantasma un giorno ritorna.
Ritorna SEMPRE.
Stavolta è ritornato con uno squillo, ancora, uguale a quello che fece nel giorno prima dell'esame di Analisi 2.
Con un'unica differenza però.
Che dopo le mie comprensibili lacrime iniziali io abbia trovato il coraggio di richiamare.
Richiamare un fantasma, come non avevo mai fatto dopo Ottobre, troppo scottato dallo schifo che mi era stato gratuitamente rivolto.
Richiamare col cuore in gola.
Gli squilli che scorrono.
Tuuu.
Tuuu.
Tuuu.
"Pronto?."
"Cosa sono questi squilli, si può capire?."
"Perchè, non posso farti nemmeno un paio di squilli ora?."
Ecco come è cominciata.
Ecco come è cominciata la VERA Fine dell'incubo.Stavolta la vera fine, non quella costruita dalla mia testa per pura illusione.
Ed ora...mi restano briciole.
Briciole.
6 mesi di sofferenza per uno scherzo finito male.
6 mesi di sofferenza per delle spiegazioni inspiegabilmente rinviate.
Mi avrebbero cambiato la vita, forse lei questo lo sapeva bene.
Essì che lo sapeva bene.
Le scriverò, forse le scriverò.
Mi farò dare il suo indirizzo e le scriverò una lettera, perchè per me non può finire qui.
Non in questo freddo niente, come forse per lei va bene.
Oppure tacerò.
Tacerò per sempre, ricordando di quell'angelo con un fiocco tra i capelli che in una notte d'estate mi ha regalato l'amore.
"Che amore?" direte voi.
Me lo sono chiesto anche io in tutto questo tempo.
E'quello fulmineo, quello di passione, quello fatto di puro desiderio dell'altro.Quello fatto di mani che si stringono al buio, di scambi impercettibili ma enormi, di sospiri coperti dal rumore del mare e di una luna spettatrice insieme ad una platea di stelle.
Ed è forse quello che ricordi meglio.
Meglio di quelle storie durate tanto.
Si, irrazionale, ma è così che va.
Io e lei non avremmo futuro insieme.
Anche se abitasse dietro casa mia e non lì a Como.
In fondo il suo carattere è troppo troppo strano per me, per come sono fatto io, saremmo incompatibili (quante volte me l'ha ripetuto ed io le dicevo "non possiamo saperlo!" rapito dal suo sguardo?).
Questa storia del "tutto per scherzo quella sera del 9 settembre" mi ha fatto capire proprio questo, che io non sarei pronto a tante stranezze.
A questa sua mania di mettere sempre alla prova tutto e tutti, con giochini che le si ritorcono anche contro alla fine (eh già, nessuno di noi reagisce come lei si aspetta...perchè ognuno di noi è fatto alla sua maniera!...ma questo ancora deve capirlo!).
Cosa mi è rimasto dopo quella telefonata?.
Un'incredibile voglia di stringerla, quella si.
Un'incredibile voglia di farmi forza e tirarmi su, con la testa ed il corpo stavolta.
Un'enorme voglia di andare avanti fiero di ciò che mi trascino dietro.
Perchè una storia così SOLO IO posso raccontarla.
E' la nostra storia, tormentata e tremenda, ma nostra.
Ridicola, eccessiva, unica nel suo ancora non inventato genere.
Chissà se tornerai lì dove ti ho detto di tornare, molto probabilmente no.
Ma sono sicuro che un giorno finirai a leggere ciò che devi leggere.
Ne sono sicuro come ero sicuro del fatto che sarei riuscito a fare questa telefonata.
E' bello.
Non odio più.
Non sono stato con un mostro.
Non era una che non meritava nulla, non tanto quanto io pensavo che fosse.
Proteggiti.
E fai pure ciò che devi fare.
Tutto quello che vuoi te, a me non interessa più.
So che ciò che tanto volevo oramai l'ho avuto.
Scriverti con felicità nei miei ricordi.
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1 comment:
Ti invidio. Sanamente ti invidio non con cattiveria. E' l'invidia di chi ha vissuto una storia come la tua fino a prima di quella telefonata che ti ha salvato una delle cose più belle che noi abbiamo: i ricordi.
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